Il rapporto Clusit evidenzia dati allarmanti per il cybercrime: nei primi 6 mesi gli attacchi sono cresciuti dell’8,35% rispetto al primo semestre 2016.

 

Se il 2016 è stato definito “l’Annus Horribilis” della sicurezza informatica, il 2017 non è proprio iniziato nel migliore dei modi. Da gennaio a giugno 2017 si sono infatti verificati 571 attacchi di tipo grave, ovvero con un notevole impatto per le vittime, in termini di danno economico, reputazione e diffusione di dati sensibili. La crescita è stata dell’8,35% rispetto al secondo semestre 2016.

 

“Nel primo semestre 2017 la cyber-insicurezza ha effettuato un ‘salto quantico’ a livello globale, raggiungendo livelli in precedenza inimmaginabili”, sottolinea Andrea Zapparoli Manzoni, membro del Clusit e tra gli autori del Rapporto 2017. “Questo a fronte di investimenti in Sicurezza ICT ancora del tutto insufficienti rispetto al valore del mercato di beni e servizi, nonché alla percentuale di PIL generato tramite l’applicazione dell’ICT da parte di organizzazioni pubbliche e private e dai privati cittadini”.

 

I dati presentati dal Clusit evidenziamo come la situazione sia diffusa a livello mondiale: qualsiasi azienda e organizzazione, a prescindere dalla dimensione o dal settore, è a rischio attacco informatico di entità significativa nei prossimi 12 mesi. Nel corso dell’ultimo anno infatti più della metà delle organizzazioni, nel mondo, ha subito almeno un attacco grave.

 

Quali le cause di questo preoccupante aumento? Su tutte la sottostima dei rischi e investimenti ancora insufficienti in sicurezza. Parallelamente a questo, si assiste all’inarrestabile diffusione della superficie di attacco esposta dalla nostra società digitale: la rapida diffusione di smart working, cloud, social (spesso utilizzati in maniera indiscriminata mescolando profili personali e lavorativi) e dell’Internet of Things rappresentano punti di accesso sempre più immediati per accedere ai sistemi informativi delle organizzazioni. Da sottolineare come ciò avvenga oggi anche in contesti produttivi e per applicazioni molto delicate come la sanità.