Dopo lo scandalo estivo di Ashley Madison, un’altra piattaforma mette in pericolo la privacy degli utenti di siti di incontri.

 

Molti utenti internet possono vantare, nel corso della loro esperienza sul web, qualche scheletro nell’armadio. Uno di questi potrebbe essere rappresentato da una precedente e momentanea iscrizione ad un sito di incontri online (come Badoo, ad esempio), cui è seguita la cancellazione del profilo, magari perché resosi conto che, tutto sommato, la ricerca dell’anima gemella sia meglio farla ‘sul campo’.

 

Via il profilo, via le tracce? Nonostante garanti e autorità competenti abbiano sempre sconsigliato l’iscrizione a siti di questo genere, non si sono mai riscontrate, fino ad oggi, problematiche postume alla cancellazione del profilo. Fino ad oggi, appunto.

 

 

Incubo Natyou

 

Ora però un nuovo portale rischia di disturbare i sonni di chi negli anni scorsi ha effettuato l’iscrizione ad un sito di incontri online: si chiama Natyou ed è in grado di pescare foto e informazioni pescate dai database degli altri portali di incontri e poi ripubblicarle sulle proprie pagine. Il tutto, ovviamente, all’insaputa degli utenti.

 

Ma non è finita qua. Natyou, infatti, rende i contenuti aggregati (degli utenti ed ex utenti dei siti di incontri online) liberamente accessibili da Google da tutto il mondo e conserva online ogni genere di informazioni ed immagini legati a tutti i profili, compresi quelli di chi aveva deciso di rimuovere ogni informazione dalla piattaforma.

 

In termini di privacy, le conseguenze per chi ha provato uno di questi siti sono devastanti: nonostante la decisione di voltar pagina, si ritrovano in pasto all’eterna memoria della Rete, pagando così a caro prezzo il passaggio, anche se breve, su una piattaforma di incontri virtuali.