Questo ciò che emerge dall’ultimo rapporto del Clusit: la cybersecurity diventa così una priorità per il pieno sviluppo dell’Internet Of Things.

 

Auto, case, energia e manifattura stanno spingendo forte sul mercato globale dell’Internet of Things (IoT), destinato ad esplodere nell’immediato futuro e a fare da vero e proprio traino a tutta quanta l’economia digitale.  Lungo il tragitto che divide le compagnie che sviluppano dispositivi IoT dal successo si presentano però alcuni ostacoli che rischiano di complicare, e non poco, la corsa.

 

Si fa infatti molto presto a parlare auto che si guidano da sole, città intelligenti e fabbriche sempre connesse. La verità è che, come sempre, il passaggio dalle parole ai fatti è molto più difficile di quanto si legga nelle dichiarazioni entusiaste che spesso accompagnano l’evoluzione del mercato. Fra tutte le sfide, quella più evidente è sicuramente legata alla cybersecurity, che costituisce un elemento imprescindibile e trasversale.

 

La crescita qualitativa e quantitativa del cybercrime è ormai sotto gli occhi di tutti. Addirittura, secondo l’ultimo rapporto Clusit, nei prossimi 12 mesi ogni impresa, indipendentemente dalla dimensione o dal settore, è a rischio concreto di subire un attacco informatico di entità piuttosto rilevante. Da sempre il mondo del business è infatti quello che fa più gola ai criminali informatici, complice una prospettiva di maggior guadagno economico.

 

Questo però non significa che non possano diventare obiettivi potenziali anche la casalinga che preparerà il pranzo domenicale grazie al suo forno connesso o la persona che deciderà di fare la spesa ordinando dal frigorifero smart. Calcolando infatti che il mercato globale dell’IoT vale oggi 170 miliardi di $ (secondo le stime Markets&Markets) e varrà più o meno 561 miliardi fra 5 anni, si capisce chiaramente il motivo per il quale i cybercriminali si stiano sfregando le mani.

 

E anche il nostro paese può facilmente finire nel mirino, avendo movimentato nello scorso un giro d’affari da circa 3 miliardi di €. Più oggetti saranno connessi, più complicato sarà il lavoro. E questa crescita andrà fronteggiata anche da un altro punto di vista legato alla cybersecurity: quello delle infrastrutture. Dall’integrazione di banda larga, reti Narrowband-IoT e 5G, dovrà emergere un sistema capace di garantire un flusso ininterrotto di dati fra dispositivi, stazioni radio e data center, distanti tra loro anche centinaia di chilometri. Serviranno investimenti adeguati e questo è un altro problema, spesso tutto italiano.